mercoledì 12 novembre 2014

Interstellar

...ma dobbiamo davvero preoccuparci tanto di quanto sia complicato l’amore, di come sia difficile trovare lavoro, di come è noioso rasare l’erba del prato, quando possiamo davvero realizzare tutto ciò che vogliamo? Quando ci sono domande di ordine infinitamente superiore?

Quanto tempo perdiamo a rincorrere gli interrogativi sbagliati? A puntare non sui cavalli sbagliati ma sul gioco sbagliato? Quanto tempo perdiamo durante la vita prima di dire SI ad un semplice ed unico istante di vita?

Immagina poi di sommare tanti continui e coraggiosi SI agli istanti di vita, immagina di trasformare la fotografia dei SI ai singoli istanti di vita in un flusso continuo, immagina di vivere libero, di credere infinitamente che sia possibile. Cosa? Tutto.

Tutto diventa ovvio e contemporaneamente emozionante. Quanto siamo stupidi ed infinitamente ignoranti quando pensiamo che l’ovvio ed il compreso sia meno emozionante. Quanto siamo arroganti nel pensare che le emozioni si possano perdere in funzione della comprensione delle cose.


Quanti deliri questo film. Quanti spunti sui quali passare le notti insonni con ragionamenti tesserattici! 

martedì 28 ottobre 2014

Giant Steps!

Scale e accordi sempre più ricchi, e suoni che fino a poco tempo fa sembravano dissonanti ora appaiono più chiari e piacevoli! è meraviglioso studiare la musica! Certo quell' Hanon schifoso lo odio a morte, tanta tecnica classica per il solo scopo di rafforzare le dita... penso che inizierò a girare con anelli da mezzo chilo l'uno per rinforzarle, preferisco.
Ma il resto è fantastico! Tutti quegli assurdi accordi alterati ed il voicing e tutte le diavolerie che solo i jazzisti potevano inventare per accompagnare i pezzi senza mai utilizzare un microframmento dell'armonia classica, schifando le toniche e le quinte con assoluta fermezza, riempiendo i vuoti che generazioni e generazioni di musica avevano sempre tralasciato. Come se avessero paura dell'aria libera!

Ora si inizia a ragionare senza bisogno di farlo! Libero di utilizzare tutti i tasti neri che voglio, libero di dar fastidio agli orecchi poco allenati ad ascoltare l'assoluta libertà di espressione!


venerdì 24 ottobre 2014

Le rondini ci hanno lasciati soli

Le rondini oggi hanno deciso di lasciare il suolo pisano, di andare in direzione di mete più calde ed accoglienti, lasciandoci soli al nostro autunno. Ci son creature che non hanno la capacità di adattarsi al luogo e per essere felici devono allontanarsi da luoghi avversi, creature che son principalmente fatte di materia e cinetica, di scambi di energia rapidi ma se vogliamo piuttosto deboli. E poi ci son gli esseri umani, lasciati soli nel loro autunno e poi nel loro inverno, che invece hanno la maggior dote nel potenziale. Un potenziale infinito che troppo spesso fa un sacco di fatica a sfociare in cinetica di corpo o anche solo di pensiero o parole. Un potenziale che tale rimane, che spesso in realtà avvizzisce sotto la coltre di neve che il nostro gelo produce. Noi, padroni della nostra emotività e del nostro stato vitale, decidiamo in maniera più o meno conscia che clima essere, che clima propagare verso l’esterno e come influenzare quindi l’ambiente esterno... molto stupidamente mettiamo cause senza curarle più di tanto e ci interessiamo troppo degli effetti, con il risultato di espandere il nostro inverno anche nel cuore degli altri senza prenderci la responsabilità (almeno parziale, la famosa regola del 50 e 50%) di ciò che facciamo.
Aggiungi poi che è raro avere a che fare con persone che hanno la capacità di non farsi destabilizzare dal clima altrui ed il gioco è fatto. Un gioco fatto di rumorosi tuoni, rare primavere, uniche estate e omnipresenti ventosi giorni tempestosi. L’essere umano medio riesce ad essere un autunno / inverno abbastanza rigido di questi tempi...

Ecco io ultimamente temo di aver deciso in maniera inconscia di essere un clima ventoso, ma comunque piuttosto soleggiato. Un vento caldo o freddo, purtroppo a volte in funzione al clima ed alla pressione altrui... tendo a spazzar via il clima negativo degli altri o ad accoglierlo e farlo mio. Stupida emotività! Mi rende rapido e sensibile ai cambiamenti di direzione, intensità e calore, ma un po’ sbandierante. Ma d’altronde è così che ho deciso di vivere per ora... per crescere il più velocemente possibile riprendendo a cavalcare l’onda che è sempre più vicina, sempre più vicina. Devo dire che da tutti i punti di vista è un periodo di sicuro entusiasmante, senza mai un momento di pausa, se non solo in quei momenti in cui ho bisogno di placare il vento e di prendermi cura di me coccolandomi un pò  con le giuste grandi e piccole cose

mercoledì 8 ottobre 2014

Stay strong boy.

Ho appena realizzato a cosa è dovuto lo stato di inquietudine degli ultimi giorni. Una cupa e densa e poi rarefatta inquietudine.
In tutti questi anni di università, ben 12, ho sempre avuto un compagno di avventure accanto... in principio è stato Mauro, a Cagliari, quando la musica diventava violenta per la prima volta ed appassionata, quando era l'unico modo per studiare e l'unico modo di farsi forza nell'assurdo mondo universitario... poi il trasferimento, il distacco dolorosissimo da lui e l'incontro con Ilaria, Andrea e poi Sebastiano. Tutti e tre diversi, tutte e tre con ruoli estremamente diversi, complementari e completi allo stesso tempo. Lei così dolce, pazzoide, fantasiosa, artistica e profonda, l'altro così introspettivo, un orso, capace di vedere la vita in maniera perfettamente pratica e reale, capace di essere una guida anche a sua insaputa. E poi sebastiano... un fratello, non c'è altro da aggiungere. Poi il delirio degli sfasciacarrozze, con le guide separate e assolutamente indipendenti, ma allo stesso tempo legate e necessarie. Ester e Wendy, e Mati... e poi Feffe... e poi il nulla.
Ho sempre avuto un compagno o una compagna di avventura, con ruoli sempre unici e interpretazioni assolutamente rare ed inimmaginabili prima del loro avvento. Ora non li ho più accanto. Ed è questo che mi fa sentire sperduto: il fatto che ora davvero si rende necessario viaggiare da solo. Viaggiare col mio passo, rapido, fuggitivo. Scappo dalla necessità di dipendere da qualcuno anche se parzialmente.
Ho sempre sviluppato la mia vita con assoluta indipendenza, ma la assoluta e omnipresente presenza di qualcuno accanto a me per così tanti anni continuativi, mi ha fatto perdere qualche passaggio di crescita forse...o forse ha solo sviluppato qualche attaccamento. 
Ho sempre seguito la mia strada. Sempre. E Sempre queste persone mi son state accanto, ognuna con il suo percorso, che per il 90% delle volte si è rivelato comune o parallelo... Ora mi guardo accanto, e vedo solo l'asino del mio lato emotivo fragile, che ha ovviamente i suoi carichi di esperienze da trasportare.. io ed io asino. 

Beh dai, almeno questa immagine mi fa sganasciare dalle risate...

e pensare che il post era iniziato funesto.

E' bello viaggiare da soli. Da una soddisfazione davvero violenta. Non mi son mai sentito così tanto capace in ogni campo della vita come ora. E si, quando la stanchezza si fa sentire a fine giornata, quando l'oscurità inizia ad prendere il sopravvento sia nella luce che nell'animo, allora lo sconforto mi possiede un pò. Ed a volte mi stupra.

stay strong boy.

Da un lato hai anche preso gusto a questo sapore!

lunedì 6 ottobre 2014

Quante cose succedono nei sogni… 
succede che ti imbruttiscano quando federica ci fa capolino quasi giornalmente, e succede che ti scaldino quando poco prima del risveglio sogni di baciare le guance di una amica e poi questo bacio assapora le sue labbra per brevi istanti e ne senti distintamente il bordo del labbro. Ed il bacio è esattamente morbido come la realtà, così come quelle guance sulle quali poi sospiri… 
i sogni… quella parte di te stesso che ti ricorda cosa è capace di mancarti più di ogni altra cosa al mondo. Quella parte di te, la più bastarda e selvaggia, incontrollabile. 

mercoledì 1 ottobre 2014

Sono stanco del sessismo femminile e maschile.

Il giorno in cui le donne e gli uomini parleranno alla persona e non al genere, allora la comunicazione sarà possibile. Quando smetterete di rivolgervi al genere, avrete un dialogo, altrimenti riceverete solo schiaffi e/a parole
per il resto, ben venga il conflitto a parole, ma solo quando è la parte emersa dell'iceberg, solo quando esistono grossi contenuti totalmente immersi, quelli fatti di motivazioni reali, di sentimenti, di paure connesse o sconnesse dalla realtà.

Il resto è solo becero sessismo, tanto maschile quanto femminile.

venerdì 26 settembre 2014

Elis Regina - O Trem Azul


Quando ti manca una persona, il modo migliore è quella di riprendere a conoscerla nell'unico modo in cui si è sempre realmente aperta. Ci son persone che non si aprono a parole, almeno non con tutti. E devo dire che la mia stessa musica ne ha giovato, rinfrescandosi un bel pò!

mercoledì 24 settembre 2014

La testardaggine

Non so chi si sia messo a spulciare il mio blog questo pomeriggio, ma dovrei ringraziarlo profondamente. Ha riportato alla luce un vecchio post in cui descrivevo tutti i drammi della tesi, della socialità e sopratutto le scelte fatte nella parte più cosciente della mia vita. Che sorriso che mi ha fatto venire... a posteriori tutte le scelte fatte son state perfette ed affrontate nel migliore dei modi: La testardaggine!
Senza testardaggine, in situazioni così complesse ed assurde, mi sarei arreso e non avrei imparato un cazzo dalla vita, non avrei imparato a gestire situazioni sempre più complicate, non avrei imparato a mettere da parte le persone squilibrate, non avrei coltivato tutto il bagaglio culturale che mi ha permesso di trovare lavoro proprio grazie a quella che sembrava una tesi totalmente inutile, non avrei imparato a dire SI alle cose che mi si paravano davanti, non avrei imparato a distaccarmi dall'idea malsana dell'amore come unica fonte di felicità. Tutto ciò che ho vissuto si è rivelato totalmente giusto e perfetto. Non potevo perdere, non sarei stato io. A posteriori, davvero grandissime e violente soddisfazioni! Il dolore dell'ultimo periodo è passato, immagino definitivamente visto il distacco che ho creato da tutti gli attaccamenti affettivi che avevo sviluppato, ed ora come ora ho la quasi certezza di non svilupparne di ulteriori! Finalmente leggerezza aldilà di tutto e tutti :) 

mercoledì 17 settembre 2014

L'equilibrio (CSI - Blu)

Boccheggio, come i pesci che vengono docilmente sollevati dal mare per mostrar loro l'irrealtà della vita priva di comunicazione verbale. Sono immerso in un mondo di gente che non parla, che spesso a malapena si esprime a gesti, ed io nella mia magnificenza, stupidità e testardaggine mi ostino a voler usare le parole come fonte di massima espressione possibile.

Sto male in questo periodo. Sto male di un male violento e profondo che non posso esprimere a parole, perché gli unici destinatari sono persone che non vogliono ascoltare, persone che mi trattano come un problema e perciò mi ci fanno diventare. E mi fanno sbandare, mi fanno perdere il controllo delle parole, mi fanno ansimare di dolore, mi fanno sentire pazzo, mi convincono che la mia realtà sia distante dalla realtà effettiva delle cose.

La realtà dei fatti è che la gente non ragiona alla mia stessa velocità, o almeno il filtro che hanno sulla bocca, non permette loro di esprimersi alla velocità che vorrebbero. Ed accumulano parole su parole tra i denti, intasando il filtro e farfugliando cose irreali.

La realtà dei fatti è che ho intuito quanto sia necessario lasciarsi andare nella vita, ed in funzione di questo son sempre riuscito, fin da piccolo, a creare rapporti intensissimi, profondi e radicati nel giro di pochi istanti, minuti, ore, massimo giorni. Il mio cuore va alla velocità della luce e lo esprimo, con una emotività ed una profondità rapida, perché nella vita non bisogna perdere tempo. Il cuore degli altri, o forse la loro bocca, le loro dimostrazioni, vanno a ritmi lentissimi. Ed io mi comporto con loro come se fossero dei fratelli, amanti, amori intensi e ovviamente a causa della loro inerzia emotiva/comunicativa, vengo ricambiato in maniera molto lenta... e questa differenza tra il mio lasciarmi andare e quello degli altri, crea un divario che viene amplificato, fino a diventare incolmabile, fino a farmi impazzire, fino a farmi convincere di perdere il contatto con la realtà.


La realtà dei fatti è, che anche se tutte queste realtà dei fatti fossero irreali, la sofferenza che provo è reale e radicata e profonda e malsana.

La realtà dei fatti è che devo rinunciare agli squilibrati che fanno squilibrare anche me, ma fino ad ora non ci son riuscito: gli squilibrati sono un ottimo allenamento, una ottima e divertente sfida. Sono come le scimmie impazzite che ti si arrampicano sulla schiena mentre tu percorri funambolico la corda sospesa per aria e devi, nonostante tutto, mantenere l'equilibrio. La realtà dei fatti è che forse devo smettere di allenarmi e devo iniziare a gareggiare con le persone equilibrate che subiscono o hanno subito la mia stessa sorte.
Perché la realtà dei fatti, secondo me, è che lasciarsi andare non è perdere equilibrio. La realtà dei fatti è che pretendere di controllare tutto ti fa perdere il controllo in un mondo privo di filtri. In un mondo dove ci si può lasciare andare, senza desiderare il controllo, senza il concetto di possedere qualcuno, lasciando che tutto faccia il suo corso, si può essere sinceri, si può essere veloci, si può seguire l'onda della vita divertendosi da morire e vivendo tutto ciò che possiamo desiderare o immaginare. 

La realtà dei fatti è che non controlliamo e non possediamo nessuno se non noi stessi. Che l'amore che fissiamo negli occhi non è nostro, così come gli amici che fingiamo di avere. La realtà dei fatti è che bisogna avere il grandissimo coraggio di lasciar andare tutti, di permettere loro di andare dove vogliono e gioire se le strade libere di ciascuno portano nella stessa direzione, magari di tanto in tanto mano nella mano. 

Ecco. Io questo coraggio lo sto coltivando. Con grandissimo grandissimo sforzo e difficoltà. Io che non ho mai avuto il coraggio di troncare i rapporti con le ex o le persone intense che ci fanno del male, solo perché ritengo insensato spezzare i legami, i rapporti.. i rapporti cambiano, si possono trasformare. Se l'evoluzione libera dei rapporti tende a distruggerli allora vuol dire che son rapporti malsani, son rapporti con poche basi umane, pochi legami profondi, fragili. La realtà dei fatti è che devo accettare che sia anche così! Che sia quel che sia...




martedì 26 agosto 2014

100 anni di felicità, anno 1.

Giornata a dir poco splendida. Posso già sintetizzarla con la classica immagine della farfalla che con dolcezza e fermezza spezza il bozzolo ed esce fuori, sfavillante, sicura di se, elegante ed umile, colorata e lucente! Erano anni che non mi sentivo così bene con me stesso, così sicuro di me. Son passati anni da quando ho iniziato a combattere me stesso e l'infinità di stronzate e menzogne che avevo inventato sul mio conto, talmente tanti anni che avevo veramente scordato il mio reale valore di essere umano nello studio e nella vita. Dopo anni sento di valere quanto valgo, capace e sfavillante nel lavoro che faccio, sicuro nel guardare un adulto negli occhi durante dialoghi di lavoro o di vita, sentendomi alla pari, finalmente. Da quanto tempo non mi sentivo alla pari, non una goccia di più non una di meno, sincero verso la vita degli altri e soprattutto verso la mia.
E mai come in questo periodo mi son reso conto di quante catene indossiamo da soli, facendo finta anche di chiuderle con miliardi di lucchetti immaginari, con chiavi immaginarie buttati in cessi immaginari. Mai come ora ho realizzato quanto è stato difficile combattere con me stesso, evitando di sconfiggermi e di sminuire anche i lati più bassi e gretti di me. L'ho preso per mano il mio piccolo io, ed ora gli sto mostrando la vita che ho sempre vissuto e che ho fatto finta di non vedere, di non toccare! 
Da qui si riparte per il lungo viaggio, già carico di vittorie, che numericamente diventeranno esponenziali! Non ho alcun dubbio. 

sabato 19 luglio 2014

Lucio Dalla - Canzone


Quando la mente richiama la canzone giusta, perfetta in ogni sua sfumatura e parola...

mercoledì 16 luglio 2014

..in fondo la vita è una favola della Disney

è tutto veramente molto importante nella vita:
essere lasciati, non essere accettati, essere licenziati, spaccarsi una gamba, perdere un dito della mano destra, perdere degli occhi azzurri, trovare lavoro, non cercarlo, essere pigri, alzarsi la mattina alle 5 del mattino e spaccarsi il culo per portare il cibo a casa e sfamare una moglie ingrata e dei bambini infelici, sorridere, innamorarsi, aver paura che lei si innamori, lasciarsi andare, lasciarla andare, bucare la ruota della bicicletta, cadere col muso a terra, rialzarsi e bestemmiare i santi, donare la propria vita agli altri, donarla a se stessi, dimenticarsi di vivere, ricordarsi di piangere, avere l'orario in agenda per fare la cacca, sporcarsi con i pennarelli, dipingere un muro di nero, vestire di nero con le calze bianche, i lacci color fucsia, le radici degli alberi, la mamma, le sorelle rompicoglioni, i fratelli persi, la morte.
Tutto questo e molto altro ancora, nel rispetto della vita umana, del suo valore intrinseco, che la gente sia ladra, sia un monaco, un prete, un operaio, un burattinaio o burattino. Rispettare il valore della vita umana è l'unica legge che accomuna gli esseri umani, li fa stringere davanti ad una tomba oppure piangere assieme di fronte alla nascita di un figlio, o durante un bombardamento israeliano. 

Metarock - Alex Britti (Settembre 2013)

Avevo fatto una promessa mesi e mesi fa. La recensione del concerto di Alex Britti, tenutosi al metarock a Pisa nel settembre 2013, doveva essere pubblicata in qualche forma... recensione scritta da Ila, uno dei miei peggiori demoni mai affrontati, demone chiaramente non ancora sconfitto, dal quale son scappato per mancanza di forze. Ma tant'è che a distanza di tanti tanti mesi, mi va di pubblicarla...d'altronde le promesse son promesse ed a me va sempre di mantenerle una volta fatte. Io che mai faccio promesse. 

“…” c’è stato il concerto di uno degli artisti che più riconosco come tali, non per nome o abitudine, ma per vissuto. Alex è riconosciuto come uno dei migliori chitarristi italiani da molti, e questo è indubbio, ma una nota la porrei sul suo modo di esprimere i testi che canta, con una voce che definire limpida è un eufemismo. Testi e frasi che possono apparire di una semplicità banale, associati alla sua voce ed al suo modo di fare danno sensazioni degne di questo nome, ed è esattamente quello che ha fatto al concerto: ha preso un background fatto di canzoni trite e ritrite e le ha trasformate in esperienze, esperienze che tutti abbiamo vissuto, in modi meravigliosamente diversi. E tutti, sotto quel palco, le abbiamo sentite come nostre, le abbiamo manipolate, masticate e mandate giù, queste esperienze messe in cassetti dimenticati da chissà quanto. Alex ha il potere di evocare sensazioni forti senza usare parole particolarmente sensazionaliste nei suoi testi, gli basta la chiarezza, la semplicità di poche, semplici note ben piazzate, associate ad un gergo così quotidiano che non c’è da stupirsi del fatto che chiunque possa coglierlo. Un’abilità che molti artisti non hanno, per mancanza di voglia o di interesse, o, chissà, magari di capacità. Parlo non da fan, ma sicuramente come voce di una generazione che ha avuto Alex Britti come colonna sonora di diversi momenti, episodi adolescenziali e, perché no, stupidi motivetti da serate estive. E subito dopo un’estate passata al suono de “la vasca”, ti accoglie l’autunno al suono di “piove”, l’inverno con “oggi sono io” e la primavera con “lo zingaro felice”.  

sabato 12 luglio 2014

L'incedere del tempo e le esperienze

la gente pensa che può rimanere biologicamente giovane per sempre… ma la realtà non è così. Se non hai figli e crei famiglia prima di una certa età (mediamente indefinita ma sicuramente intorno ai 30) tutto diventa complicato. Diventa complicata la riproduzione, diventa complicata la mitosi e la meiosi e tutto il patrimonio genetico fantastico diventa materiale di scarto. È terribile chiaramente. È terribile il fatto che bisogna affrettarsi per vivere il prima possibile, senza farsi destabilizzare dagli eventi. È terribile il fatto che trentenni si comportano come ragazzine che hanno appena vissuto il loro primo giorno di mestruazioni. È terribile il fatto che noi uomini, nonostante l’incedere insolente del tempo, non pressiamo questa gente per ristabilire l’equilibrio ed i contatti con la realtà. Sta gente sta proprio fuori… crede di poter ampliare il proprio parco esperienze a trentanni come se ne avesse venti. Ma c’è un gran problema in tutto ciò. Mentre la mente si conserva e progredisce rimanendo sempre giovane, il corpo non segue lo stesso destino. Il corpo invecchia, rallenta, diventa più macchinoso e complicato, Muore. La mente sopravvive mentre il corpo muore giorno dopo giorno. Beh….a sto punto mi sembra assolutamente chiara l’insensatezza di tutto ciò. Bisogna veramente sforzarsi di crescere il prima possibile! Sfidandosi ogni giorno per accelerare questo processo. È terribile ma si muore! Il corpo invecchia, degrada… e diventa un contenitore di speranze sempre più fragile